Una giornata “tranquilla” e un periodo complicato. L’impatto di scelte tecnologiche diverse. 

Chiara e Giovanni sono due imprenditori.

Entrambi hanno fondato più di 30 anni fa la propria azienda, ciascuno nel proprio settore.

Chiara è partita dalla sua passione per la moda, producendo in prima persona accessori di abbigliamento in modo artigianale.

Grazie alla sua grande determinazione, l’azienda è cresciuta nel tempo in modo solido e costante: oggi l’azienda di Chiara conta 200 collaboratori, 2 sedi produttive e 10 sedi commerciali in Europa. 

Giovanni è sempre stato appassionato di meccanica ed ha avviato la sua attività partendo da un’officina presa in gestione.

Nel momento in cui il padre decise di fermarsi, Giovanni trasformò quel piccolo laboratorio in un’azienda strutturata, dedicata alla produzione di piccoli, ma strategici componenti meccanici per macchinari agricoli. 

Giovanni ha 150 collaboratori, una sede produttiva e una rete di rivenditori in diverse città italiane. 

Chiara, pur essendo focalizzata nel suo ambito specifico (la moda e la produzione di accessori), ha sempre visto nella tecnologia un valore aggiunto significativo e, appena ha potuto, ha inserito in azienda un professionista IT che, nel tempo, tramite la collaborazione di diversi fornitori esterni, ha costruito e aggiornato un’infrastruttura digitale evoluta a servizio dell’operatività dell’azienda:

  • Software di ultima generazione sono a supporto di tutte le funzioni aziendali. 
  • Gli asset digitali dell’azienda di Chiara sono completamente in cloud,
  • La rete interna delle sedi operative è gestita in modo evoluto e sono presenti firewall e sistemi di sicurezza
  • Un piccolo server interno mantiene una copia di alcuni dati importanti.

Giovanni, al contrario, ha sempre ritenuto gli investimenti in tecnologia di secondaria importanza, limitandosi al minimo indispensabile per gestire l’operatività dell’azienda.

Il motto di Giovanni per quanto riguarda la tecnologia è “se funziona va bene così”.

Giovanni ha un fornitore storico, che fin dall’inizio della propria attività lo ha aiutato a introdurre un sistema gestionale installato su un server all’interno dell’azienda, che nel tempo è stato aggiornato per quanto possibile e che supporta le funzioni base dell’operatività aziendale.

Nonostante i diversi tentativi del fornitore di proporre aggiornamenti e soluzioni più solide, Giovanni si è sempre rifiutato di investire in tecnologia, anche perché vedeva l’azienda crescere e le sue attenzioni erano dedicate ad altri “problemi”. 

Un giorno in entrambe le aziende avviene un episodio inaspettato:

un piccolo incendio si sviluppa nella zona in cui sono presenti i server interni, gli operatori intervengono con prontezza, non è nemmeno necessario l’intervento dei vigili del fuoco.

Tutti tirano un sospiro di sollievo, sembra non sia successo niente di particolarmente grave. 

Ecco però che nei due scenari si sviluppano situazioni completamente diverse. 

L’azienda di Chiara continua la propria operatività, tutte le attività sono garantite, i dati conservati internamente erano solo una replica di alcuni dati già presenti in cloud. 

Gli operatori di ufficio si spostano a lavorare da remoto per consentire i lavori di ripristino. 

L’azienda non perde ordini, tempo, operatività. Nessuno si deve fermare. 

Per Giovanni invece lo scenario è completamente diverso. 

Il server è andato a fuoco, i dati non ci sono più

L’operatività si ferma, gli archivi vanno ricostruiti, molti dati non saranno più recuperabili e andranno ricostruiti a mano per quanto possibile. 

Giovanni è costretto a fermare parte del personale per diverse settimane e in prima istanza, preso dallo sconforto, addossa le responsabilità al proprio fornitore storico, il quale gli ricorda le tante volte in cui gli aveva suggerito di fare di più e “alza le mani”, dicendo che non può fare nulla. 

Giovanni, dopo mesi difficili per riportare a pieno regime l’azienda, decide di fare investimenti importanti in tecnologia per evitare che si ripresenti una situazione tanto dannosa. 

Gli esempi riportati sono ovviamente di fantasia, ma chi ha esperienza dello scenario di avanzamento tecnologico delle imprese italiane potrà confermare che casi di questo tipo (virtuosi nel caso di Chiara e pressoché drammatici nel caso di Giovanni) sono effettivamente lo specchio di una realtà che è possibile incontrare con molta facilità.

Nella tecnologia, come in molti altri casi, è meglio prevenire che curare.

Tramite una collaborazione specifica con professionisti del settore è possibile creare percorsi anche graduali che permettano di non esporre un’azienda a rischi che al giorno d’oggi non ha davvero alcun senso correre.

Per lab51 Tommaso Dionigi 

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